90 KM, 1 FIACCOLA

Pubblichiamo questo bel racconto scritto dai partecipanti alla Fiaccolata Gravedona – Mariano.

Sabato 16 e Domenica 17 settembre i ragazzi, adolescenti e giovani, della “vecchia” Unità di Pastorale Giovanile Mariano Comense – Cabiate, hanno realizzato una fiaccolata memorabile, che si è snodata per un primo tratto da Gravedona a Varenna ed è poi ripresa – con cambio di sponda grazie al traghetto – da Bellagio a Mariano Comense e Cabiate, per una lunghezza di 90 km.
E’ stato un momento, due giorni, come di sospensione dalla realtà: per chi studia era il primo fine settimana della scuola, per chi lavora erano i primi giorni dopo la ripresa. È stato l’inizio di molte cose, ma anche la fine di molte altre.
Personalmente, non mi piace pensare a questo evento come la “chiusura” o come il “saluto finale” a don Raffaele.
Come insegna la fiaccola che abbiamo portato, essa ha segnato un passaggio. È come se, continuamente, nel mio cuore, il giorno passato “passasse” la fiaccola al giorno venturo: ogni giorno una novità, una sfida, una fatica, una gioia. Ogni persona che ha corso per le vie del Lago è una storia diversa, eppure tutte sono servite per portare la torcia fino a “casa”. Eppure, ogni giorno è un passo verso la nostra “casa”, lungo il nostro cammino.
E lungo la strada si incontrano persone, si incontra gente, chi saluta con affetto e sprona, chi deride e volta la faccia.
Don Raffaele nella “storia” della nostra Comunità è stata una persona che ci ha spronato, che ci ha aiutato, che ha vissuto in mezzo a noi, e per questo gli diciamo un “Grazie” che viene dal cuore: glielo abbiamo detto – in molti – a parole, ma c’è anche chi lo ha fatto a gesti, come noi, e questo è stato il nostro personale e originale modo per ringraziarlo. A lui auguriamo che questa fiaccolata sia stata l’inizio di una nuova avventura e sia stato anche un modo per portare nel cuore i volti nostri e della nostra Comunità nei prossimi anni.
Vorrei concludere con un’ultima immagine (sperando di non avervi tediato). Questa fiaccolata ha segnato l’inizio di un nuovo anno, per la Comunità, come per ciascuno di noi: non sappiamo come sarà, cosa ci aspetterà. Si può progettare, ci si può impegnare per prepararsi al meglio; ci si può allenare, si può pianificare di suddividere il tragitto che spetta a noi correre in piccoli tratti per alternare momenti di sprint a momenti di riposo. Ma non sapremo a chi passeremo il testimone. Io credo che ciò che mi viene chiesto è impegnarmi, per quello che posso: la riuscita della fiaccolata non dipenderà solo da me, ma “anche” da me. Ciò che mi viene chiesto è imparare a fidarmi: custodire la torcia e poi saperla affidare a chi mi troverò davanti, a chi sarà al mio fianco per qualche secondo e che poi “prenderà il mio posto”.

Una giovane – S.

 

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